Lerici Legge il Mare - edizione 2010
Sponsor
Gemellata con
Barcolana di Carta di Trieste

COMUNE DI LERICI

 
www.comune.lerici.sp.it

Lerici

LERICI

La storia del territorio lericino, per sua conformazione fisica e posizione geografica, abbastanza defilato, è legata indissolubilmente al mare, dal quale ha tratto sostentamento, cultura e benessere.

LIGURI INDOMITI. Liguri per antonomasia nel carattere, che più ligure non si può, i lericini, duri, riservati pur aperti alle novità di pensiero, indomiti ed amanti della libertà a tal punto da rendere difficile la conquista delle loro terre ai Romani. Nel periodo delle guerre romano-liguri, tra il 238 e il 124 a.C. infatti le alture lericine furono teatro di scontri cruenti tra gli invasori romani ed i liguri, i più antichi abitanti dell’ Europa occidentale. Nel 193 a.C, ventimila Liguri scendono dal Caprione, il promontorio alle spalle di Lerici e dalle alture che circondano la vallata del Magra ed attaccano i Romani nella piana lunense, arrivando ad assediare Pisa. Nel 186 a.C. la più grande sconfitta romana contro i liguri. Il Console Quinto Marcio Filippo alla testa di un grosso esercito, formato da oltre 8.000 armati viene sconfitto sulle alture alle spalle di Lerici. Accerchiato dai Liguri in mezzo a fitti boschi e sconfitto perdendo ben 4.000 soldati. Il punto dove furono sconfitti fu chiamato da allora “Saltus Marcius”, Canale del Marzio, dal nome del Console. Antichissime le origini degli abitanti della Serra di Lerici, da sempre in quei luoghi, considerati tra le popolazioni più antiche della Liguria, eredi di quei combattenti per la libertà.

IL NOME. Anche il nome ha un legame ancestrale con il mare. Prima del borgo infatti, il seno di Lerici era conosciuto come “Ericis Portus”. Erice era il figlio della dea Venere e di Nettuno, dio del Mare. Lo stesso Petrarca nel suo poema latino “Africa” chiama Lerici "Fortissima Erix": “Allungando il cammino a’ naviganti surge, in porto di Venere, già cara isoletta alla Diva, e a lei di fronte s’alza il fortissimo Lerici, che i nomi delle sicule spiagge anco ritiene” ricordando che di Erice ce ne sono due, in Liguria ed in Sicilia, in un’area che, non per niente, si pensa colonizzata da antichi liguri.. Nei documenti medievali il termine usato è invece Illicis: mons Illicis o Podium Illicis, presumibilmente da leccio, pianta tipica delle nostre zone, ciò che può essere confutato anche dalla lingua genovese, che chiama Lerici “Lerxo” o “Lerxe” (traduzione Lerso o Lerse) che vuol dire appunto larice o leccio.

LA STORIA. L’epoca romana ha lambito Lerici, fermandosi oltre le colline, anche in considerazione che il Carpione, all’epoca, era una promontorio più incuneato nel mare aperto essendo la foce del Magra notevolmente più all’interno.
La storia conosciuta del borgo inizia con lo sviluppo del traffico navale e con l’acquisto nel 1152 da parte di Genova del “Mons Illicis”, di proprietà dei signori di Vezzano. Da questo momento Lerici ha seguito quasi ininterrottamente con lealtà e fedeltà la Superba; una storia millenaria, intervallata da fatti ed avvenimenti importanti della storia europea. Nel 1241, dopo la battaglia del Giglio, Lerici come altri borghi limitrofi, compreso Portovenere, fu conquistata dai Pisani, che iniziarono la fortificazione del paese e una prima parte del Castello. La dominazione pisana durò appena 14 anni circa, quando nel 1256 ritornò definitivamente alla Repubblica genovese. I genovesi portarono a termine il Castello e le mura.

GENOVA E SAN GIORGIO. Sin dal Medioevo, la leale Lerici, ha dato uomini e navi alla Repubblica di Genova, e ha contribuito a far grande la Marina Mercantile Italiana. La storia di Lerici sul mare è quindi indissolubilmente legata alla Superba, dai tempi della Repubblica marinara al ‘900 con i grandi transatlantici. Già nel 1277 si ha notizia di una galera lericina che trafficava nel Mar Nero e, all’epoca della battaglia della Meloria, nel 1284, la genovese Lerici contribuì alla sconfitta definitiva di Pisa fornendo 4 nocchieri e 120 vogatori; così nelle successive guerre contro Venezia. Sede di importanti trattative politiche, fu scelta dal Principe Andrea Doria quale base per le sue strategie.
Lerici fu, per centinaia di anni, uno degli approdi commerciali più importanti della Repubblica genovese e sicuramente il principale porto per il transito via mare di passeggeri da Roma e dalla Toscana per Genova e la Francia, ciò è confermato da vari documenti della Repubblica. La sua importanza è facilmente intuibile dalla ricchezza dei suoi palazzi e dal numero di viaggiatori transitanti, dalle sue locande ed alberghi già nel ‘500 e ‘600.

RISORGIMENTO. Notevole, proporzionato al numero di abitanti, il contributo lericino al Risorgimento, con ben due tra le prime società di Mutuo Soccorso, in realtà covi di democratici repubblicani; numerosi i garibaldini e i partecipanti alle varie imprese risorgimentali, alle varie spedizioni garibaldine, alle rivolte del 1849, alla spedizione di Sapri di Carlo Pisacane, con ben 9 lericini su 22 organizzatori e partecipanti iniziali. Tale libertà di pensiero può essere spiegata proprio per l’apertura alle nuove idee dovuta sia ai viaggi di mare verso terre più aperte come il il Nord America, l’Inghilterra, la Francia, sia alle frequentazioni continue di Genova, da sempre punto di riferimento dei lericini, nell’ ottocento fu il centro principale del pensiero risorgimentale italiano. Giuseppe Mazzini, aiutato più volte da lericini ebbe a dire” Primi fra i migliori erano gli uomini di Lerici”, mentre Garibaldi li definì ”La popolazione più forte ed energica d'Italia”.

BORGO DI LUPI DI MARE. Lerici raggiunse il massimo fulgore tra la fine del settecento e la seconda metà dell’ottocento. All’epoca della costituzione della Società Marittima di Mutuo Soccorso (1852), Lerici annoverava numerosi armatori e capitani (nell’ottocento alcune centinaia) e tutte le varie tipologie di categorie di naviganti iscritti alle matricole della gente di mare (capitani, scrivani, nostromi e marinai).
L’ottocento fu l’epoca d’oro lericina; tutto il paese viveva e progrediva sui traffici marittimi: famiglie armatoriali, capitani, equipaggi, agenti marittimi, cantieri. Tutta l’economia lericina gravitava sull’attività marinara. Centinaia erano i velieri oceanici lericini che commerciavano su tutti i mari del Mondo. Velieri costruiti a Lerici per i propri armatori e per armatori di altre località rivierasche. I velieri lericini, centinaia, erano di casa nei porti del Mar Nero (il mare di casa; importantissima per l’economia ligure fu la Guerra di Crimea), in quelli sudamericani dell’ Argentina, del Cile, del Perù, nei porti del Nord America e nel Nord Europa; numerosi hanno trafficato nei mari Australi, doppiando i temibili Capi (Capo Horn e Capo di Buona Speranza). Grandi tragedie e grandi naufragi hanno funestato il borgo.
Tale tradizione è continuata con l’avvento del vapore, per tutto il ‘900, sino ai giorni nostri. Le maestranze e gli equipaggi lericini, per la loro competenza e serietà, sono stati da sempre i preferiti delle varie Compagnie di navigazione nazionali ed internazionali. Capitani, Direttori di macchina e macchinisti, i nostri equipaggi per tutte le tipologie di navi: Brigate di cucina e di sala dei grandi transatlantici italiani e delle navi da crociera ai nostri grandi Chef, cuochi, brigate di sala; facendo preferire ai provveditori di bordo e alle società di catering i nostri maestri di casa, i nostri cambusieri, ecc. a cui era affidata la responsabilità e l’organizzazione per mesi, in giro per il mondo, di “un’azienda” di centinaia di persone.

(Bernardo Ratti – Presidente Soc. Marittima di M.S.)



SAN TERENZO

Per molti secoli proprietà dei signori di Arcola, deve il suo nome a Terenzio, vescovo di Luni, che la leggenda vuole sia sbarcato in paese per sfuggire ad un tempesta. E di leggende, più che di storia, è pieno il suo passato a cominciare da quella dello “Scoglio di Orlando”, tagliato dal paladino in un impeto d’ira con un colpo di spada, a quella di un “Paoletti Crociato“ sino alla “Tana dei Turchi”, la grotta sotto il castello in cui sarebbero stati uccisi una decina di pirati che assalirono il paese.
Il simbolo del borgo è il castello: una semplice torre di avvistamento cinta da due anelli di mura grazie al lavoro degli abitanti del paese. Una singolare caratteristica attestata da un documento del luglio 1588 nel quale si legge: “castellotto in detto luoco alli anni passati fabricato dalli homini di essa villa”. Paese di gente umile che viveva di pesca e di una modesta agricoltura, fu “Comune” per una ventina di anni, dal gennaio del 1798 al novembre del 1818 e proprio nei primi decenni dell’Ottocento, ebbe la notorietà che durerà nei secoli a venire, grazie al soggiorno del poeta inglese Percy Bysshe Shelley che da San Terenzo salpò per il viaggio in cui perse la vita. Dopo Shelley in paese visse per 27 anni Paolo Mantegazza, antropologo, scrittore, igienista e molte altre cose ancora, e fu sul lungomare di San Terenzo, durante l’orazione funebre al suo funerale, che Sem Benelli, altro scrittore che visse in paese, coniò il toponimo di “Golfo dei Poeti“ oggi esteso all’intera costa spezzina.

Riccardo Bonvicini (Il Secolo XIX)



TELLARO

Le origini di Tellaro sono sepolte negli oliveti alle spalle del borgo attuale in quel che resta dei paesi di Barbazzano e Portesone. Due borghi antichi almeno quanto Lerici nascosti nella collina, a debita distanza da quel mare da cui, nell’antichità, era prudente tenersi lontani. Barbazzano era un importante borgo fortificato destinato a proteggere l’approdo di Tellaro e la curtis, cioè il luogo di raccolta dei prodotti, situato a Portesone. La leggenda vuole che Barbazzano sia stato distrutto da un’incursione di pirati la notte della vigilia di Natale e comunque il trasferimento della sua parrocchia a Tellaro, ha una data precisa: il 9 aprile 1574 quando nella chiesa di San Giorgio il sacerdote Vincenzo Malfanti impartì il sacramento a “Giuviam filio del Batista de Baldasare e la Pelegrina sua molia che fu il primo che si batezase nela giesa de Telare dopochè fu conduto il batesimo de Barbazan in Telare”. Il suo legame con il mare, con quel mare da cui arrivò la distruzione di Barbazzano, Tellaro lo ha rinsaldato in un’altra leggenda: quella del polpo che, attaccandosi alle funi delle campane svegliò il paese mettendo in fuga i pirati che stavano per assaltarlo. Incerta l’origine del nome che qualcuno fa risalire all’etrusco, o paleoligure, “Tular” che significa confine. Dal punto di vista amministrativo il borgo fu per secoli una dipendenza di Ameglia e il suo passaggio al comune di Lerici risale al 9 novembre 1939 anche se le richieste dei tellaresi di cambiare comune risalgono ai primi anni del novecento. Il Novecento fu il secolo che consacrò la bellezza di Tellaro e della sua costa scelta come residenza prima da David Herbert Lawrence e poi da Mario Soldati. Alle soglie del nuovo millennio il sigillo: l’inserimento tra i “cento borghi più belli d’Italia”.

Riccardo Bonvicini (Il Secolo XIX)

PROGRAMMA

Venerdì 17 settembre

Ore 16,00 - Piazza Garibaldi a Lerici
Inaugurazione della rassegna; apertura della Biblioteca del Mare, della mostra di foto e dei piccoli legni
"I Nostri Lupi di Mare": arrivo delle barche d'epoca e delle vele latine.
Partecipano:
Emanuele Fresco, sindaco di Lerici;
Pamela Misuri, assessore alla cultura;
Fiorenza Mursia, editore;
Bernardo Ratti, presidente Società Marittima Mutuo Soccorso;
Robin Knox-Johnston, navigatore e scrittore.

Ore 16,30 - Calata Mazzini
La regata dei piccoli capitani coraggiosi. Organizzazione Circolo Velico Erix.

Ore 18,30 - Piazza Garibaldi
Conferenza: dalla Crimea ai Quaranta Ruggenti.
Armatori e naviganti liguri nell'epopea della vela.
Partecipano:
Bernardo Ratti, Società Marittima Mutuo Soccorso;
comandante Pro Schiaffino, Museo Marinaro "Gio Bono Ferrari Camogli";
comandante Bruno Malatesta società Capitani e Macchinisti navali di Camogli

Ore 21,00 - Piazza Garibaldi
Incontro con Robin Knox-Johnston, navigatore e scrittore. Vincitore, nel 1968, della prima regata in solitario senza scalo intorno al mondo, il Golden Globe Trophy. Presenta Il mio mondo (Mursia). Introduce Andrea Brambilla, direttore di «Yacht & Sail».

Ore 22,30 - Maratona di lettura
Grandi e piccoli, uomini e donne, marinai, mozzi e comandanti, politici e giornalisti, tutti in piazza per la lettura collettiva di Capitani coraggiosi. Info per iscriversi alla staffetta presso la Biblioteca del mare.

Sabato 18 settembre

Ore 8,30 - Oratorio di San Rocco
Santa Messa per i Marittimi

Dalle 10 - Libri a bordo
Inizio imbarchi sulla goletta Oloferne e sul leudo Zigoela.
GOLETTA OLOFERNE:
ore 10,00 Gabriele Olivo
ore 12,00 Lucia Pozzo
ore 15,00 Robin Knox-Johnston
ore 17,00 Alex Bellini
ore 18,00 Stefano Vegliani
LEUDO ZIGOELA:
ore 10,30 Beppe Foggini
ore 12,30 Giuliano Gallo,
Mario Dentone
ore 15,00 Carlo Romeo
ore 17,30 Giovanni Caputo, Enzo De Pasquale

Ore 10,30 - Calata Mazzini
Piccoli capitani coraggiosi : Marinaresca per bambini. Imparare giocando, i nodi,l'orientamento, la terminologia marinaresca.

Ore 11,00 - Piazza Garibaldi
Una storia scritta nelle tavole di fasciame, negli armi, nelle tecniche di navigazione. La scoperta dell´antica arte della marineria e delle barche d´epoca italiane con Giovanni Caputo autore di L´arte marinaresca. Manuale per filonauti (Mursia), e con Enzo De Pasquale autore di Barche e gozzi sorrentini (Mursia). Introduce Giovanni Panella, storico della marineria.

Ore 12,00 - Piazza Garibaldi
Navigare insieme può essere un modo per condividere valori, per affrontare il disagio psichico, fisico e sociale. Ne parla Mauro Pandimiglio, autore di Verso il Largo(Rai Eri), tra i fondatori dell´Unione Vela Solidale e promotore di «HandyCup». Introduce Pamela Misuri, assessore alla cultura del Comune di Lerici.

Ore 12.30 - Piazza Mottino
Natura e civiltà industriale, sogni e reltà si incrociano nel romanzo di Dario LanzardoL´ombra della Gulfstream (Effigie). IntroduceEuro Puntelli, Società Marittima di Mutuo Soccorso.

Ore 15,00 - Piazza Garibaldi
Una donna, una sfida sportiva, il mare e il vento: è la storia di Alessandra Sensini campionessa olimpica di windsurf raccontata da Stefano Vegliani, giornalista e coautore di Una vita con il vento (Longanesi). Introduce Ida Castiglioni, navigatrice solitaria, giornalista e architetto.

Ore 15,30 - Piazza Mottino
Alessandro Malaspina, scienziato, esploratore: un capitano coraggioso del Settecento che rivive nel libro Alessandro Malaspina. Una storia dimenticata di Beppe Foggini (Magenes). L´autore ne parla con Barbara Bernabò, storico.

Ore 16,00 - Piazza Garibaldi
Un sogno che diventa realtà: partecipare alla Volvo Ocean Race, la Formula Uno delle regate. Gabriele Olivo è stato l´unico italiano dell´edizione 2008-2009. La sua esperienza nel libro Volvo Ocean Race. Diario di bordo di Telefonica Blu (Nutrimenti). Ne parla con Giovanni Toracca, presidente della Scuola di Vela Santa Teresa - CV Caprera.

Ore 16,45 - Castello di Lerici
Consegna del Premio «Solidarietà in mare» a cura della Società Marittima di Mutuo Soccorso.

Ore 17,00 - Castello di Lerici
Convegno.Naviganti e patrioti: le Mutuo soccorso marittime, la spedizione dei Mille, l´Unità d´Italia. Il ruolo della gente di mare nel processo unitario. Partecipano: Luca Alessandrini, storico e direttore dell´Istituto Storico Parri; Attilio Casavecchia, storico e ricercatore; Claudio Fracassi, giornalista e scrittore; Davide Gnola, storico e direttore del Museo marinaro di Cesenatico; Giuseppe Meneghini, storico e giornalista. Ospite d´onore Annita Garibaldi, pronipote del generale Garibaldi. In apertura saluto del sindaco Emanuele Fresco; Massimo Caleo, sindaco di Sarzana; Giuseppe Forlani, prefetto della Spezia. Coordina Bernardo Ratti, Società Marittima di Mutuo Soccorso.

Ore 18,30 - Piazza Mottino
Geppin, padrone di barche, di onde e di vento è il simbolo della grande epopea ottocentesca dei marittimi liguri. Mario Dentone presenta Il padrone delle onde (Mursia) romanzo di mare e d´avventura. Introduce Lorenza Sala, direttore comunicazione Mursia.

Ore 19,00 - Piazza Garibaldi
Lucia Pozzo, skipper e scrittrice, racconta la vita delle donne al comando: una sfida contro il mare ma anche contro molti luoghi comuni della marineria. Introduce Sondra Coggio, giornalista de «Il Secolo XIX».

Ore 19,30 - Piazza Mottino
Una barca abbandonata nell´isola di Barbados nasconde una storia di morti e di mistero su cui indaga un giornalista-velista. E' l´inizio del romanzo Aliseo di Giuliano Gallo (Nutrimenti). L´autore ne parla con Beppe Mecconi, presidente del Consorzio Castello di Lerici.

Ore 21,00 - Piazza Garibaldi
Diciassettemila chilometri, quindici milioni di remate, dieci mesi di navigazione. Una prova di resistenza fisica, ma soprattutto psicologica. Ne parla Alex Bellini, sportivo, scrittore e autore de Il Pacifico a remi (Longanesi). Introducono Emanuele Fresco, sindaco di Lerici e Marco Greco, borgata marinara di Lerici.

Ore 22,00 - Lungomare
Concerto: The Fantomatik orchestra street and marching band.

SAN TERENZO

Ore 10,30 - Marina
Piccoli capitani coraggiosi: marinaresca per bambini. Imparare, giocando, i nodi, l´orientamento, la terminologia marinaresca.

Ore 18,30 - Parco Shelley.
Il sapore del mare: storie di ricette, chef e naviganti. Con Gabriella Molli e Tiziana De Biasi, autrici di Aldo Marchi, Lerici-California da mare a mare, con Irene Cabiati, giornalista de «La Stampa» e autrice de Il giro del mondo in 80 ricette,in viaggio con Jules Verna.
Segue aperitivo.

TELLARO

Ore18,00 - Oratorio in Selaà
Cosa ne è stato dei superstiti della corazzata Roma dopo il suo affondamento? Ne parla Andrea Amici, autore di Una tragedia italiana (Longanesi). Introduce Raffaello Querci, Lega Navale sez. Lerici.

Domenica 19 settembre

Ore 10,00 - Castello di Lerici
Convegno. Capitani oltraggiosi: disastri ambientali, navi dei veleni, illegalità. Il punto sullo stato dei mari italiani..
Partecipano: Riccardo Bocca, giornalista de «L´Espresso» e autore del libro inchiesta Le navi della vergogna; Lorenzo Forcieri, presidente Autorità Portuale della Spezia; Stefano Lenzi, responsabile Ufficio legislativo WWF; Antonio Padellaro, direttore de «Il fatto quotidiano»; Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile Mare-Legambiente.
Introduce e coordina Veruschka Fedi, assessore all´ambiente Comune di Lerici.

Ore 10,30 - Grande gioco marinaro
Caccia al tesoro a squadre organizzata dal Gruppo Lerici 1 Agesci.

Dalle 11 - Libri a bordo
Programma imbarchi sulla goletta Oloferne e sul leudo Zigoela.
GOLETTA OLOFERNE:
ore 11,00 Gabriele Mazzoleni
ore 13,00 Donatella Bellomo,
Mauro Pandimiglio
ore 15,00 Andrea Quadraroli
ore 18,00 Lorenzo Rondelli
LEUDO ZIGOELA:
ore 10,30 Marco Ferrari,
Dario Lanzardo
ore 12,30 Ferdinando Acerbi
ore 15,00 Massimo Coizet
ore 17,30 Gennaro Coretti

Ore 12,00 - Piazza Garibaldi
Le promesse mancate della politica, la determinazione di un capitano: la storia di un giro del mondo in barca a vela fuori dalle solite rotte raccontato da Gennaro Coretti autore di L´odissea dello Jancris (Nutrimenti). Introduce Alessandro Marzo Magno, giornalista.

Ore 12,30 - Piazza Mottino
Un romanzo d´amore e di regate tra burrasche e bonacce, invidie e gelosie. Con Massimo Coizet autore de I Ruggenti (Mursia). Introduce Guido Colnaghi, decano istruttore CV Caprera.

Ore 15,00 - Piazza Garibaldi
L´eroe dei due Mondi raccontato attraverso le sue navigazioni nel saggio di Davide Gnola Diario di bordo del Capitano Garibaldi. Partecipa Mino Milani, scrittore e biografo di Garibaldi.

Ore 15,30 - Piazza Mottino
La passione per la vela può cominciare anche per caso, ma quando ti prende non puoi sapere dove ti porterà. Lorenzo Rondelli, autore di La vela è una cosa seria (Mursia), racconta come si diventa regatanti e istruttori seguendo il caso e l´amore per il mare. Introduce Vasco Bardi, Circolo Velico Erix.

Ore 16,00 - Piazza Garibaldi
Lasciare tutto e partire per un anno sabbatico in barca a vela. Molti lo pensano, pochi lo fanno. I preziosi consigli di Gabriele Mazzoleni, autore di Mollo tutto e vado via. Come organizzare un anno sabbatico in barca a vela (Mursia). Introduce Marco Equi, Società Marittima di Mutuo Soccorso.

Ore 16,30 - Piazza Mottino
Enigmi, segreti e isole lontane fanno da sfondo ai romanzi Morire a Clipperton di Marco Ferrari e Le cere di Baracoa di Davide Barilli. Due autori a confronto su storie di mare e di terra.

Ore 17,00 - Piazza Garibaldi
1848: un gruppo di insorti francesi viene esiliato in Martinica. E'l´inizio di una vicenda misteriosa e fantastica raccontata nel romanzo Il mare di vetro di Andrea Quadraroli (Magenes). Introduce Enzo Millepiedi, giornalista de «La Nazione».

Ore 17,30 - Piazza Mottino
Per salvare un compagno di immersione, Ferdinando Acerbi, professionista subacqueo, rimane vittima di un incidente che lo paralizza dalla vita in giù. Ancoramare è il racconto del suo viaggio verso l´autonomia con l´aiuto della sola forza di volontà. Con Ferdinando Acerbi, autore di Ancoramare (Magenes). Introduce Roberto de Simone, presidente Fondazione «Manlio Canepa».

Ore 18,00 - Piazza Garibaldi
Mare, barche, misteri e un comandante leggendario, Cédric Destouches, protagonista di una trilogia dove la marineria si mescola con la musica e la nostalgia. Con Donatello Bellomo, autore di L´uomo del cargo, La donna della tempesta, e Mare notte (Mursia). Introduce Irene Cabiati, giornalista de «La Stampa».

Ore 19,00 - Piazza Garibaldi
Immaginare una rotta e un punto di arrivo, preparare se stessi, la propria barca, assortire la cambusa e l´equipaggio, programmare un ormeggio non improvvisato può essere a volte più avventuroso che doppiare Capo Horn. Con Carlo Romeo, autore di Mollare gli ormeggi (Longanesi). Introduce Piergino Scardigli, Assonautica La Spezia.

Ore 19,30 - Piazza Mottino
«28.92 - L´impresa del Rex» racconto in musica della conquista del Nastro Azzurro nel 1933. A cura di Giuseppe Milano, con Egidio Simeone e Livio Bernardini.

Ore 21,30 - Piazza Garibaldi
«I naviganti lericini raccontano». A cura del com.te Gregorio Colotto.

TELLARO
Ore18,00 - Oratorio in Selaà
Gianni Roghi: la meravigliosa avventura del mare. Giornalista, fotografo, ricercatore: Gianni Roghi è stato un mito della subacquea italiana. Un capitano coraggioso della vita. Incontro a cura di Valeria Palumbo, giornalista. Partecipano: Cristina Giussani, editore e Leonardo D´Imporzano, autore de L´orecchio del subacqueo.




Comune di Lerici Autorità Portuale Ugo Mursia Editore