Libri & Autori

ANTONIO MUSARRA: 1284 –  La battaglia della Meloria (ed. Laterza)

Il 6 agosto del 1284, nei pressi delle secche della Meloria, al largo di Livorno, Genovesi e Pisani si affrontarono in quella ch’è solitamente ritenuta la più grande battaglia navale del Medioevo. Benché gli storici abbiano ormai riconosciuto la sua scarsa incidenza sul mutare delle strutture economiche di Pisa, uscitane sconfitta, lo scontro continua a essere presentato come risolutivo per gli equilibri tirrenici e mediterranei. Fu davvero cosi? In realtà, è piuttosto vero il contrario: la Meloria non fu altro che il punto d’arrivo d’una serie di rivolgimenti del quadro mediterraneo – dalla caduta dell’Impero Latino di Costantinopoli all’ascesa della potenza angioina, allo scoppio della guerra del Vespro – capaci d’imprimere un’accelerazione a dinamiche in atto da tempo. In effetti, i lunghi anni di guerra – di cui la Meloria costituisce l’episodio centrale – avrebbero avuto effetti duraturi sull’assetto di entrambe le città. Ma più sui quadri interni, a livello politico e istituzionale, che sul loro posizionamento nello scacchiere mediterraneo. Piuttosto, gli effetti del conflitto si manifestarono prepotentemente in altri ambiti; in particolare, nell’affinarsi del pensiero tattico-strategico navale. Con la Meloria, i metodi e le tecniche della guerra navale giunsero a maturazione, subendo gli effetti di quella “rivoluzione nautica” che avrebbe portato ai primi tentativi di fuoriuscire dai confini del Mediterraneo. Al resoconto accurato degli eventi, ricostruito attraverso le fonti del tempo – talune inedite –, l’autore accosta un’ampia riflessione su un tema quale quello della guerra, e, nello specifico, della guerra sul mare, che torna a riaffacciarsi prepotentemente nella saggistica storica. E lo fa a partire da una prospettiva eminentemente marittima e navale.

Antonio Musarra (1983) è ricercatore in Storia medievale presso Sapienza Università di Roma. Ahmanson Fellow 2016-2017 presso Villa I Tatti (Harvard University), assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze (2017-2018; 2018-2019), associato del Laboratorio di Storia marittima e navale dell’Università degli Studi di Genova, si occupa di storia del Mediterraneo medievale, con particolare riguardo alla storia delle crociate e dei pellegrinaggi, della navigazione e della guerra navale, di storia politica, istituzionale ed economica del medioevo genovese, di storia del francescanesimo. Tra i suoi ultimi libri si segnalano: Acri 1291. La caduta degli stati crociati, Bologna, il Mulino, 2017; 1284. La battaglia della Meloria, Roma-Bari, Laterza, 2018; Il crepuscolo della crociata, Bologna, il Mulino, 2018; Processo a Colombo. Scoperta o sterminio?, Viareggio, La Vela, 2018; Gli Italiani e le crociate, Roma, Istituto per l’Oriente “C.A. Nallino”, 2019.

BJÖRN LARSSON: La lettera di Gertrud (ed. Iperborea) 

A Lerici Legge il Mare il nuovo romanzo di Björn Larsson: una storia di identità, di libertà e di scelta… e sul prezzo che a volte è necessario pagare per il diritto a questa scelta.

È spargendo al vento le ceneri della madre che Martin Brenner, genetista all’apice di una brillante carriera, marito e padre felice, comincia a interrogarsi sul suo rapporto con lei: perché non prova un vero dolore, perché ha sempre sentito che un velo si frapponeva tra loro? Scoprirà il motivo in una lettera che lei gli ha lasciato: quello che li divideva era un segreto. Sua madre non si chiamava Maria, ma Gertrud, ed era un’ebrea sopravvissuta ai lager. Glielo aveva nascosto per proteggerlo, ma anche per lasciarlo libero di scegliere, da adulto consapevole, la propria identità e la propria vita. Ma qual è la scelta davanti a una rivelazione così scioccante? E cosa vuol dire poi essere ebreo? Con il razionalismo dello scienziato, Martin si getta in ogni genere di letture, ricerche, discussioni con l’amico Simon e il rabbino Golder, per poter decidere: tenere il segreto o accettare la sua ebraicità, sconvolgendo non solo la propria esistenza, ma anche quella della sua famiglia, nonché quel quieto rapporto di «reciproca indifferenza» che ha sempre avuto con Dio? Ed è davvero libero di scegliere o è in realtà costretto ad accettare una definizione che per un genetista, e ateo, non ha alcun significato, e un’appartenenza che non sente? Con la sua capacità rabdomantica di captare i grandi temi del presente e trasformarli in storie da leggere d’un fiato, Björn Larsson affronta uno dei grandi equivoci di oggi – l’identità levata a vessillo di divergenza e inconciliabilità e l’appartenenza come bisogno primordiale eretto a muro divisorio – per rivendicare il diritto di ognuno di essere guardato e giudicato per l’unica vera identità che abbiamo: quella di singole persone.

Björn Larsson, nato a Jönköping nel 1953, docente di letteratura francese all’Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, è uno degli autori svedesi più noti anche in Italia. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati in Italia da Iperborea, La vera storia del pirata Long John SilverIl Cerchio CelticoIl porto dei sogni incrociatiI poeti morti non scrivono gialli e L’ultima avventura del pirata Long John Silver.

 

ALBERTO CAVANNA: A tradimento (ed. Cairo)

Nella vecchia casa di famiglia sull’Appennino ligure, nella frazione di Acquabuona, un uomo deluso dalle avversità della vita trascorre le sue giornate isolato nell’ozio. La figlia Anastasia, che vive a la Spezia con la madre, lo raggiunge e, giorno dopo giorno, tenta di colmare la distanza che ultimamente li aveva separati. Il padre, sollecitato dall’inquieta curiosità della giovane, racconta la storia dei suoi avi: il cuoco falegname, il cavaliere, il militare, le bisnonne e le nonne. Così ieri e oggi si intrecciano e gli antenati vengono ricordati per quello che hanno fatto e per le battaglie che hanno combattuto quotidianamente. Senza mollare mai. E proprio grazie a questi racconti, genitore e figlia scoprono un nuovo punto di incontro, una nuova storia da tracciare insieme. L’uomo, abile artigiano, ritrova il piacere di lavorare, di far rivivere il legno come i suoi antenati prima di lui, e piano piano recupera la voglia di rialzarsi e lottare. Tutto sembra tornare a sorridere. Anastasia riesce persino a convincere il padre a partire per un viaggio di riconciliazione con la madre. Mentre la narrazione incalza tra presente e malinconici flashback, un’ombra inquietante fa la sua comparsa: la data del 14 agosto. Proprio come una guerra del passato, il ponte Morandi assurge a simbolo di nuove morti, nuove macerie, nuove angosce, portando Anastasia a una drammatica presa di coscienza.

Alberto Cavanna, nato ad Albisola Superiore nel 1961, è uno scrittore, traduttore e illustratore italiano.  Dopo la maturità classica entrò a lavorare nell’azienda familiare che lasciò nel 1988 per trasferirsi a La Spezia dove divenne dirigente in diversi cantieri navali . Dai nonni, entrambi arruolati in marina, ereditò l’amore per il mare e, dal padre, in particolare quello per la vela. Già affermato dirigente di azienda, ha abbandonato la sua precedente attività per dedicarsi esclusivamente all’attività artistica. I suoi esordi come scrittore vedono la raccolta di racconti Storie di Navi, di Viaggi e di Relitti (2001) e il romanzo storico Bacicio do Tin (2004) con il quale si classificò secondo al Premio Bancarella 2004. Con il suo secondo romanzo Da bosco e da riviera (2008) ha vinto il Premio Marincovich 2009 e il Premio Casinò di Sanremo – Libro del Mare 2010.Nel gennaio 2015 ha pubblicato il romanzo: Il dolore del mare Nutrimenti editore. Nel febbraio 2016 esce con il romanzo storico: La nave delle anime perdute, Cairo Editore che lo porta a vincere il Premio Marincovich 2017 e ad essere finalista per la terza volta al Premio Bancarella 2016. Nel luglio 2016 ha curato, tradotto e illustrato il romanzo ‘The Rover’ di J. Conrad, pubblicato da Nutrimenti con il titolo Il filibustiere. Nel febbraio 2018 pubblica il romanzo storico “Ma forse un dio“, Cairo Editore. Collabora stabilmente con la rivista Arte NavaleTutta l’opera artistica di Cavanna ha profonde radici nelle tradizioni marinare ereditate e nella cultura del lavoro, nel mestiere, concepito non come un semplice mezzo di sopravvivenza ma un codice etico di vita.

FABIO FIORI – L’odore del mare (ed. Ediciclo) 
 
La collana «Piccola filosofia di viaggio» invita Fabio Fiori, marinaio e girovago, a raccontarci l’odore del mare attraversò una conversazione intima e quotidiana con l’acqua, il vento e la luce, fatta camminando sulle sue rive.
Chi ama il mare vuole ascoltarne la voce e vederne i colori. Ma vuole anche toccarlo, sentirne l’odore e, qualche volta, assaporare un po’ d’acqua salata. Andare a piedi sulla battigia, magari scalzi, regala tutti i piaceri del mare, soprattutto in autunno, inverno o primavera, anche sferzati dal vento e dalla pioggia, oppure d’estate all’alba o al tramonto nel rumoroso silenzio delle onde. Momenti in cui il rapporto con il Mediterraneo è appassionate e sensuale, in cui l’attrazione per l’acqua diventa irresistibile.Il cammino allora s’interrompe per un tuffo o una nuotata, per poi riprendere con addosso l’odore del sale. Passeggiare lungo le rive è un modo semplice e libero di “navigare”, ma anche di rivendicare la gratuità del mare, a Marsiglia come a Palermo, sull’isola di Itaca come sul promontorio del Gargano. Perciò il cammino lungo le spiagge e le falesie è oggi anche una forma di disobbedienza civile, una pratica libertaria, per rivendicare le gioie del nostro mare quotidiano.

Fabio Fiori, Rimini 1967, girovago per acque e per terre, va a spasso a vela e a remi, a piedi e a pedali. A partire dai suoi viaggi ha scritto Un mare (Diabasis, 2005), Abbecedario Adriatico (Diabasis, 2008), Vela libre (Stampa Alternativa, 2012), Anemos. I venti del Mediterraneo(Mursia, 2012), Thalassa. Le acque del Mediterraneo (Mursia, 2014), Erba buona. Ricettario di un girovago (Stampa Alternativa, 2018). Altre storie sono diventate narrazioni orali trasmesse da Rai Radio Tre: Il nostro mare quotidiano (2011), Il vento scrive (2013), Oceano, Italia (2016), Bernard Moitessier (2016), Joshua Slocum (2016), Jacques-Yves Cousteau (2018). Da anni cura il progetto www.maregratis.blogspot.com

GERONIMO STILTON presenta Missione Pirati – viaggio nel tempo 12 – (Ed. Piemme)

Giornata stratopica a Lerici! Direttamente da Topazia, il topo giornalista, editore, direttore dell’Eco del Roditore, presenta il suo ultimo libro.

“Cari amici roditori, seguitemi in questo straordinario Viaggio nel Tempo… A bordo del Botanix, la nuova Macchina del Tempo inventata da Ficcagenio Squitt, andremo a Mauritius nel 1608, dove verremo catturati da ferocissimi pirati.
Visiteremo poi Venezia nel 1508, dove incontreremo il pittore Giorgione, e andremo a Poitiers nel 1168, presso la corte di Eleonora d’Aquitania. Infine viaggeremo fino ad Alessandria d’Egitto nel I sec. d.C., dove conosceremo Erone. Che avventura mozzafiato!”

ANNAMARIA “Lilla” MARIOTTI: Storie di pirati e piratesse del XVIII secolo (ed. Addictions-Magenes) 

Tutti i pirati, più o meno famosi, facevano parte di un’unica confraternita, e avevano tutti il medesimo scopo: assalire e depredare quante più navi possibile per accumulare tesori. Ma quali sono le ragioni che spinsero alcuni marinai a mettersi per mare alla guida di una ciurma di disperati? Quali nazioni europee erano coinvolte nella (vera o presunta) guerra a questa piaga? Una battaglia che, fino al giorno d’oggi, non può dirsi vinta. ll libro, basato su accurate ricerche storiche compiute su antichi documenti e pubblicazioni del XVII e XVIII secolo, ci racconta una pagina unica e affascinante d’Europa e degli uomini del mare.

La scrittrice Annamaria “Lilla” Mariotti, è nata a Camogli dove vive e lavora. Scrive storie e leggende di mare, in particolare racconta storie di tonni e tonnare, di fari e faristi, questi ultimi eremiti rimasti. Il mare per lei è un immenso libro aperto, antico, che è possibile sfogliare per ricavarne storie a non finire. Anche quest’anno graditissima ospite di Lerici Legge il Mare.

Caimani come me di CLAUDIO MANGINI ed ERALDO PIZZO (ed. Sagep) 

Il 22 giugno del 1951 è una data da ricordare per la pallanuoto italiana: Eraldo Pizzo, allora 13enne, giocava la sua prima partita con la Pro Recco in casa dei rivali del Camogli.

Il debutto, naturalmente, fu bagnato da un gol: iniziò così la storia di uno dei personaggi più straordinari dello sport italiano e della pallanuoto internazionale, la storia di un fuoriclasse che ha vinto tutto, ma che soprattutto ha lasciato il segno dovunque sia andato, in qualunque squadra abbia giocato, in qualunque competizione abbia disputato, dalle Olimpiadi alla Serie B. Eraldo Pizzo, il Caimano, c’è riuscito con la tecnica, la genialità, la furbizia, la personalità: tutte le armi dei giocatori di livello superiore. 

Quest’anno, ospite di Lerici Legge il Mare, ci racconterà la sua grandiosa storia sportiva.

PIETRO BARTOLO – LIDIA TILOTTA: Lacrime di sale (ed. Mondadori)

 Il Dott. Pietro Bartolo, 

medico coraggio di Lampedusa, da quasi trent’anni fornisce la prima assistenza ai migranti che sbarcano sull’isola.

E’ diventato un simbolo di umanità, la cui fama è arrivata fino a Hollywood grazie al film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, ma nel frattempo è rimasto lì, nel suo ambulatorio, sempre attivissimo sul fronte dell’impegno umanitario.

Pietro Bartolo, medico chirurgo siciliano, è un medico noto per essere, dal 1992, il responsabile delle prime visite a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa di coloro che soggiornano nel centro di accoglienza.. Nominato nel 1988 responsabile del gabinetto medico dell’Aeronautica militare a Lampedusa, nel 1991 è ufficiale sanitario delle isole Pelagie. Nel 1993 diviene responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa dell’ASP di Palermo. Prende parte al film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che nel febbraio 2016 ha vinto l’Orso d’oro al festival di Berlino, e ha ottenuto una candidatura nella categoria “Miglior Documentario” agli Oscar 2017.

PIER PAOLO CERVONE – Thaon di Revel. Il grande ammiraglio (ed. Mursia) 

“Da ragazzino fa la sua scelta di vita. Marinaio per sempre. Arriverà al massimo della carriera. Per celebrare la sua gloria si dovranno inventare un nuovo grado. Quello di Grande Ammiraglio”. Paolo Thaon di Revel è stato l’uomo che più di altri ha innovato e cambiato la Marina militare italiana. Nasce a Torino il 10 giugno 1859 e la sua sarà una vita tutta dedicata al mare: a diciotto anni è guardiamarina, due anni dopo è già in missione, partecipa alla guerra di Libia e allo scoppio della Prima guerra mondiale è Capo di Stato Maggiore della Marina che, sotto la sua guida, si trasforma radicalmente. Introduce nuovi strumenti militari, i treni armati a difesa delle coste, i MAS, le forze speciali che poi diverranno gli Incursori, la forza aerea. Cambia, insomma, lo schema operativo della forza navale dandole un ruolo chiave nella Grande Guerra. Sarà Ministro del primo governo Mussolini ma dopo trenta mesi si dimette. Una biografia che restituisce in tutta la sua completezza il ruolo storico di Thaon di Revel, il suo spessore umano, la grande onestà morale e intellettuale. Un ammiraglio d’altri tempi che guardava al futuro. Prefazione di Luigi Binelli Mantelli. (Con inserto fotografico)

Pier Paolo Cervone è nato a Finale Ligure il 25 gennaio 1953. Diplomatosi all’Istituto Nautico Leon Pancaldo di Savona, si è poi laureato in Scienze politiche all’Università di Genova discutendo una tesi sulla storia dell’apartheid in Sud Africa dal 1652 ai giorni nostri. Giornalista professionista, è stato caposervizio della “Stampa” per le edizioni della Liguria. Dal 1995 al 2004 ha ricoperto la carica di sindaco di Finale Ligure. Appassionato di storia ha scritto numerosi saggi: per l’editore Marco Sabatelli “Enrico Caviglia il condottiero” (1988), “Comandavo la Calatafimi” (1990), “La Resistenza a Finale e il sacrario dei partigiani (2005), “Album di famiglia, un’azienda e un paese: i 100 anni dell’Impresa Valle” (2008); per l’editore Bacchetta ha curato il volume “Finale Ligure, 100 anni in cartolina”; per l’editore Mursia di Milano “Enrico Caviglia l’anti Badoglio” (1992), “Vittorio Veneto l’ultima battaglia” (1994), “I dittatori, i generali e il piccolo re, diario di Enrico Caviglia” (2009), “La Grande guerra sul fronte occidentale” (2010). È coautore del “Ponente savonese dalle Alpi al mare”, a cura di Silvio Riolfo Marengo, Viennepierre edizioni 2006. Ha ottenuto due premi: Libro ligure dell’anno alla rassegna di Peagna nel 2009 con “I dittatori, i generali e il piccolo re, diario di Enrico Caviglia” e il Mario Soldati per la divulgazione della storia nel 2010 con “La Grande guerra sul fronte occidentale”.

GUIDA AL PORTO E ALLA CITTÀ DI LUNI di  ANNALISA COVIELLO (ed. Giacchè)  

Dopo il nuovo “ponte” per Luni, giunge a Lerici Legge il Mare la guida illustrata, curata da Annalisa Coviello e realizzata dalle Edizioni di Irene Giacché. Un agile volume divulgativo, con cartine dei monumenti ed esplicative del percorso, ricco di foto del sito, con le vestigia di antichissimi pavimenti, mosaici, affreschi e reperti romani, tra cui alcune bellissime statue in marmo fino ad oggi inedite, provenienti da Luni e conservate presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. La guida, è arricchita dalle tavole a colori realizzate da Pamela Preti, con le ricostruzioni in tre dimensioni della città e dei monumenti principali di Luni dall’anfiteatro alle domus, dal Foro ai templi, alla basilica cristiana. E non mancano tavole esplicative come quella sulla costruzione delle strade romane o sull’attività del porto, inserite in una sequenza di fatti storici che ha inizio dalla fondazione stessa della città romana nel 177 a.C., proseguendo poi attraverso i secoli fino alla sua decadenza e offrendo al contempo un quadro della vita dei coloni che la abitavano sia sul piano politico che su quello religioso, sulla loro agricoltura, sull’alimentazione e sul modo di trascorrere il tempo libero. Uno strumento che fino ad oggi mancava, una guida indispensabile per il visitatore che voglia percorrere l’area archeologica dell’antica città romana imparando a conoscerne ogni angolo, realizzato in tre edizioni: italiana, inglese e francese

MAURO PANDIMIGLIO – Modus Navigandi (ed. Hoepli) 

In mare le disabilità cessano di diventare un problema e si inseriscono a pieno titolo nelle differenze e nelle unicità di cui la natura è potente espressione.

Questo libro rintraccia e rilancia gli elementi storici e filosofico-educativi di una pedagogia del mare, partendo da una sperimentazione di processi inclusivi messa in atto da oltre vent’anni in una scuola di vela residenziale tra le più importanti in Italia, in cui sono stati introdotti giovani disabili.I problemi educativi sono analizzati con l’aiuto di riferimenti accademici e di autori impegnati nei campi della psicologia, della pedagogia, delle neuroscienze e dell’antropologia.
Nel percorso leggero ma puntuale del libro sono definiti i cardini di un modello di apprendimento, quello del navigare, che attraversa e trasforma quello formale e lineare della scuola per farsi circolarità di un linguaggio d’ascolto e di un apprendimento che nasca prima di tutto dentro ciascuno di noi.

 
Mauro Pandimiglio, esperto velista, ha fondato l’Unione Italiana Vela Solidale, il circolo Mal di Mare e, nel 2001, Handy Cup, la prima competizione in Europa a cui è possibile partecipare solo avendo a bordo un disabile.

MARIO DENTONE – La capitana 2 l’orgoglio del mare (ed. Mursia) 

Mario Dentone è ormai un abituè della rassegna. Dopo trilogia di “Geppin” da Moneglia, siamo al secondo capitolo della saga con protagonista Elisa: La Capitana.

La presenza della donna non scandalizza più marinai e camalli del grande porto di Genova, la capitale del mare, da cui partono velieri per tutto il mondo. Il suo posto l’ha conquistato a caro prezzo, con battaglie sul mare e a terra dove ha trovato la morte in un’imboscata il suo amato Gu. Ma non è ancora tempo di pace per la Capitana: chi comanda il porto vuole la sua fine, ma dovrà fare i conti con il suo coraggio e un nuovo alleato. Un’altra avvincente puntata della saga del porto di Genova, tra “baccan” e marinai, comandanti senza paura e oscuri poteri.

Mario Dentone, nato a Chiavari nel 1947, è cresciuto a Riva Trigoso e vive a Moneglia. Ha collaborato con la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. Ha pubblicato vari romanzi: Equilibrio (1981, vincitore del premio “Rapallo Prove”); Al Mattino Era Notte (1983); Donna di carta velina (1988); Il gabbiano (1995); La Badessa di Chiavari (2007, messo in scena nel 2009 a Savona e su varie piazze, per la regia di Daniela Balestra; nel 2008 al romanzo è stato assegnato il primo premio assoluto “Il Maestrale” per la narrativa edita); Il padrone delle onde (2010, edito da Mursia; esaurito e ristampato dopo solo due mesi dall’uscita, oggi è alla seconda edizione e nona ristampa); Il cacciatore di orizzonti (settembre 2012, secondo romanzo della trilogia di Geppin Vallaro, il protagonista de “Il padrone delle onde”); Il signore delle burrasche (settembre 2014, terzo romanzo della trilogia di Geppin Vallaro); La Capitana – 1. L’ammutinamento (2016).

MASSIMO MINELLA racconta la straordinaria, avveniristica Esposizione che il Regno d’Italia nel 1914 assegnò alla città di Genova “Esposizione Internazionale di marina e igiene marinara” – introduce Massimo Gualco

Massimo Minella racconta tramite immagini d’epoca, la straordinaria, avveniristica Esposizione che il Regno d’Italia nel 1914 assegnò alla città di Genova “Esposizione Internazionale di marina e igiene marinara” . Dedicata al tema dell’Igiene, venne inaugurata dal Re Vittorio Emanuele III e dalla Regina Elena il 23 maggio di quell’anno e fu un successo pari (in proporzione) a quello di Expo Milano 2015. L’Esposizione si snodava dalla stazione Brignole fino al mare. L’architetto Gino Coppedè aveva realizzato per l’occasione uno “Stadium” da 20 mila posti a sedere all’altezza degli attuali giardini antistanti la stazione e in quello stadio ebbero successivamente luogo anche alcune partite del campionato di calcio di serie A, col Genoa vittorioso contro Alessandria e Liguria.

Quell’Expo trattò non solo il tema dell’igiene, ma che quelli dell’Economia del Mare, del colonialismo, dei rapporti con le Americhe. Per quello Expo venne realizzata anche una monorotaia elettrica, novità assoluta per l’Italia. Di 2,2 km, correva dal molo Giano fino al ponte Bezzecca, all’altezza dell’attuale Questura.

Massimo Minella, giornalista, è nato a Voghera e vive a Genova . Laureato in Lettere Moderne all’Università di Pavia, attualmente è vicecaporedattore dell’edizione genovese del quotidiano “La Repubblica”. Da più di venticinque anni si occupa per le pagine locali e nazionali di economia e portualità.